3. Il testo

Trascrizione semi-diplomatica e traduzione italiana

Criteri di trascrizione

La trascrizione segue criteri semi-diplomatici: conserva la grafia del testimone (incluse le forme volgarizzate e le oscillazioni ortografiche), scioglie le abbreviazioni in modo silenzioso, mantiene la punteggiatura del manoscritto integrandola dove necessario alla comprensione. Le integrazioni congetturali sono segnalate fra < >; le lacune da carta lacerata o nastro adesivo opaco fra […]. Le citazioni canoniche dei loci testuali seguono lo schema ASDBg219.foglioRV.lN.

La traduzione italiana mira alla chiarezza referenziale più che a un’eleganza letteraria, restituendo le strutture sintattiche in forma scorrevole ma preservando la formularità del testo originale (segnatamente l’uso anaforico di predictus/prefatus, reso con “predetto”/“suddetto”).

Testo a fronte

Latino (ASDBg 219)

Hec est copia privelegii Sancti Stefani de Randena, videlicet Carolus Magnus de Francia consuluit concium suum consulem causa veniendi in Montes Blaye et ducebat secum quatuor mille lanceas et veniebat ad civitatem Pergami de qua erat dominus unus qui nominabatur dux Lupus qui erat paganus, et predictus Carolus certabat secum causa convertendi ipsum.

Qui dux Lupus cepit Sandrum et multos alios et fecit eos decapitari, et quando decapitaverunt Sandrum, sex cerey ardentes, nullos eos tenentes, aparuerunt ipsi duci et gentibus astantibus, campane, per dey gratiam et sine aliquo auxilio mondano, pulsaverunt: et hoc fuit in signum sanctitatis predicti Sandri.

Et visso isto miraculo, predictus dux Lupus cum tota sua gente conversus est ad catholicam fidem, quare predictus Carolus fecit hedificare ibi in dicta civitate Pergami unam ecclesiam ad honorem sancti Sandri et septem episcopi existentes cum predicto Carollo concesserunt quatraginta dies indulgen pro singul singuli die. Et sumus pontifex Urbanus concessit quingentos annos omni die dominicho vere penitentibus et confessis causa devotionis et perigrinationis dictam ecclesiam visitantibus.

Italiano

Questa è copia del privilegio di Santo Stefano di Randena, ovvero Carlo Magno di Francia consultò il suo consiglio, il suo console, a motivo di venire nei monti Blaye e conduceva con sé quattromila lance e veniva alla città di Bergamo, della quale era signore uno che si chiamava duca Lupo, il quale era pagano, e il predetto Carlo combatteva con lui per convertirlo.

Il duca Lupo catturò Alessandro e molti altri e li fece decapitare, e quando decapitarono Alessandro, sei ceri ardenti, senza che nessuno li tenesse, apparvero allo stesso duca e alle genti presenti; le campane, per grazia di Dio e senza alcun aiuto umano, suonarono: e questo fu come segno della santità del predetto Alessandro.

E visto questo miracolo, il predetto duca Lupo con tutta la sua gente si convertì alla fede cattolica, per cui il predetto Carlo fece edificare lì, nella detta città di Bergamo, una chiesa in onore di sant’Alessandro e sette vescovi presenti con il predetto Carlo concessero quaranta giorni di indulgenza ciascuno per ciascun giorno. E il sommo pontefice Urbano concesse cinquecento anni in ogni giorno domenicale a tutti i veri penitenti e confessati che visitano la detta chiesa per devozione e pellegrinaggio.

Qui predictus dux Lupus postmodum venit cum predicto Carolo Magno ad unum castellum quod vocatur Sanctus Iohanes de Calla, in quo castello morabatur unus qui nominabatur Allorus. Qui Allorus cum vidit tantam gentem astantem suo castello, conversus est ad Christi fidem. Qui Allorus missit unam monacham ad unum castellum quod dicitur a Moni, cuius castelli erat dominus unus qui nominabatur Lamindexiu, iudeus, et predicta Monacha tractavit predicionem vallis Oriolle, que fidelis erat.

Hoc gesto, predictus Carolus fecit ibi hedificar in dicto castello calle unam ecclesiam ad honorem Sancti Iohannis et predicti septem episcopi concesserunt quatraginta dies indulgientie pro singulo singula die, et prefatus sumus pontifex Urbanus concessit in festo sancti Iohannis centum annos omnibus vere penitentibus et confessis dictam ecclesiam visitantibus causa devotionis et peregrinationis.

Il predetto duca Lupo poi venne con il predetto Carlo Magno a un castello che è chiamato San Giovanni di Calla [Lovere], nel quale abitava uno che si chiamava Alloro. Alloro, quando vide tanta gente presso il suo castello, si convertì alla fede di Cristo. Alloro mandò una monaca a un castello che si dice (a) Moni [Monno], del quale castello era signore uno che si chiamava Lamindexiu, giudeo, e la predetta monaca trattò la predicazione della valle Oriolla, la quale era fedele.

Fatto ciò, il predetto Carlo fece edificare lì, nel detto castello di Calla, una chiesa in onore di San Giovanni e i predetti sette vescovi concessero quaranta giorni di indulgenza per ciascun giorno singolarmente, e il suddetto sommo pontefice Urbano concesse nel giorno della festa di San Giovanni cento anni a tutti i veri penitenti e confessati che visitano la detta chiesa per devozione e pellegrinaggio.

Et predictus Carolus venit in valle Oriollam et ivit ad unum castellum quod vocatur Yesen cuius castelli erat dominus unus Iudeus qui nominabatur Hercules quem Carolus interfecit quia noluit se converti ad Christi fidem. Et ibi hedificari fecit unam ecclesiam ad honorem Sancte Trinitatis, cui ecclesie dicti […] episcopi concesserunt XL dies indulgientie pro singulo singula die. Et pontifex concessit annos quingentos […] omni die primo dominice mensis et omni die mercurii.

Et p(re)dictus Carolus recessit et venit ad portum …Blaxie et ibi erat unus castelanus qui nominabatur Iudeus qui nolebat credere fidey Catholice et Carolus certavit secum et destruxit ipsum. Et ibi hedificari fecit unam cellam ad honorem Sancti Stefani, et predicti septem episcopi concesserunt quatraginta dies indulgientie pro singulo singula die et prefatus pontifex urbanus concessit omni die dominicha LXXa dies indulgientie.

E il predetto Carlo venne nella valle Oriolla e andò a un castello che è chiamato Yesen [Esine], del quale castello era signore uno giudeo che si chiamava Ercole, che Carlo uccise perché non volle convertirsi alla fede di Cristo. E lì fece edificare una chiesa in onore della Santissima Trinità, alla quale chiesa i detti vescovi concessero quaranta giorni di indulgenza per ciascun giorno. E il pontefice concesse cinquecento anni […] ogni primo giorno di domenica del mese e ogni giorno di mercoledì.

E il predetto Carlo partì e venne al porto …Blaxie e lì vi era un castellano che si chiamava giudeo, che non voleva credere alla fede cattolica, e Carlo combatté con lui e lo distrusse. E lì fece edificare una cappella in onore di Santo Stefano, e i predetti sette vescovi concessero quaranta giorni di indulgenza per ciascun giorno singolarmente, e il suddetto pontefice Urbano concesse in ogni giorno domenicale settanta giorni di indulgenza.

Et predictus Carolus venit ad unam contratam que vocabatur Bercium et ibi erat unum castellum quod nominabatur Anticum cuius castelli erat dominus unus qui nominabatur comes paganus, qui conversus ad Christi fidem. Et ibi predictus Carolus fecit hedificari unam ecclesiam ad honorem Sancti Laurentii, et predicti septem episcopi concesserunt pro singulo singula die XL dies indulgientie, et predictus sumus pontifex Urbanus concessit mille quingentos annos indulgientie et octuaginta annos de venialibus, videlicet in quatuor festis sancte Marie Virginis, in festo Sancti Laurentii et ecclesie dedicatorie et altaris in nativitate domini nostri Yhesus Christi in die pasce, in die ascensionis, in die sancto Pentecostem, in festo Omnium Sanctorum, in festivitate omnium apostolorum et evangelistarum, in festivitatibus omnium sanctorum quorum reliquie ibi sunt recondite, et in omnibus diebus dominicis et omnibus diebus mercurii omnibus vere penitentibus et confessis qui dictam ecclesiam visitaverint causa devotionis, peregrinacionis vel adorationis […]

E il predetto Carlo venne in una contrada che si chiamava Bercium [Berzo] e lì c’era un castello che si chiamava Antico, del quale castello era signore uno che si chiamava conte pagano, il quale si convertì alla fede di Cristo. E lì il predetto Carlo fece edificare una chiesa in onore di San Lorenzo, e i predetti sette vescovi concessero per ciascun giorno quaranta giorni di indulgenza, e il predetto sommo pontefice Urbano concesse mille cinquecento anni di indulgenza e ottanta anni per i peccati veniali, cioè nelle quattro feste della santa Vergine Maria, nella festa di San Lorenzo e nella dedicazione della chiesa e dell’altare, nella natività del nostro Signore Gesù Cristo, nel giorno di Pasqua, nel giorno dell’Ascensione, nel giorno di Pentecoste, nella festa di Tutti i Santi, nelle feste di tutti gli apostoli ed evangelisti, nelle feste di tutti i santi le cui reliquie lì sono custodite, e in tutti i giorni domenicali e in tutti i giorni di mercoledì a tutti i veri penitenti e confessati che avranno visitato la detta chiesa per devozione, pellegrinaggio o adorazione […]

Nota

Indulgenze sproporzionate a Berzo: la concessione di 1500 anni più 80 per i peccati veniali, con elenco dettagliato delle festività, è la cifra più alta dell’intero itinerario. Costituisce uno degli indizi principali per ipotizzare nell’ambiente della chiesa di San Lorenzo a Berzo Inferiore il centro di codificazione dell’archetipo. Si veda al riguardo la discussione metodologica.

Continua

Il testo procede con le tappe di Cemmo, Edolo, la battaglia del Mortirolo, Monno, Davena, Vione. Per brevità, qui vengono presentati solo i primi episodi nel doppio testo. La trascrizione integrale è consultabile nella forma cartacea della tesi e nei file di lavoro dell’archivio digitale.

Visualizza la mappa: l’itinerario completo mostra la sequenza geografica delle tappe.

Il sigillo cronologico

Il testo si chiude con l’annotazione sintetica delle concessioni e la datazione finale:

Karolus Magnus imperator et sumus pontifex Urbanus et septem episcopi prenominati concesserunt indulgientias suprascriptas ecclesiis suprascriptis perpetuis temporibus duraturas omnibus et singulis devote genua flectentibus coram altaribus, dicentibus dominicalem orationem et angelicam salutationem.

Sub anno domini CCCCXXVIIII° hec omnia gesta fuerunt.

Carlo Magno imperatore e il sommo pontefice Urbano e i sette vescovi sopra nominati concessero le suddette indulgenze alle suddette chiese da durare in perpetuo a tutti e singoli che devotamente piegheranno le ginocchia davanti agli altari, dicendo la preghiera del Signore e il saluto angelico.

Nell’anno del Signore 429 queste cose tutte furono fatte.

L’incongruenza cronologica della data 429 e le ipotesi sulla sua origine sono discusse nel capitolo 2 e nell’apparato critico.