4. L’apparato delle varianti
Cosa è una lezione in questa edizione
L’apparato critico raccoglie le varianti significative del testo della Leggenda — le forme attestate in modo divergente tra i testimoni — sottoponendole a un giudizio filologico esplicito. Una lezione è qui un’entità prima del modello: ha una forma attestata, una forma normalizzata di riferimento, un tipo (onomastica, toponomastica, cronologica, lessicale, morfosintattica, contenutistica, di ordine, di aggiunta o omissione) e un giudizio (lectio difficilior, banalizzazione, errore paleografico, errore uditivo, innovazione dotta, conservazione, incerto). Ciascuna lezione è connessa ai luoghi testuali dove si manifesta — punti del testo identificati da una citazione canonica ASDBg219.foglioRV.lN — e ai testimoni che la attestano.
Il criterio di inclusione è formale: se una variante può essere oggetto di un giudizio filologico, è registrata; se è puro fenomeno paleografico-grafico (h epentetica, oscillazioni y/i, u/v, doppie e scempie), è esclusa. La discussione completa del criterio si trova nel capitolo metodologico.
Le quattro macro-divergenze
Quattro coppie di lezioni alternative emergono come le più significative dell’apparato. Toccano onomastica pontificia, lessico contenutistico, cronologia e perimetro geografico del racconto.
Casi notevoli
Urbanus / Adrianus
Tutti i testimoni delle famiglie F1 e F2 attestano Urbanus come nome del pontefice. La forma è cronologicamente incompatibile con il regno di Carlo Magno (i papi Urbano I-VIII non furono coevi): per questo va considerata lectio difficilior, perché un copista colto avrebbe avvertito l’incongruenza e corretto. La forma Adrianus, attestata solo nei testimoni della famiglia F3, è verosimilmente una innovazione dotta prodotta da copisti consapevoli che il pontefice coevo a Carlo era Adriano I (772–795). Il fatto che la lezione “sbagliata” sia in posizione archetipica costituisce un argomento di filiazione: i testimoni con Adrianus derivano da una fase di tradizione contaminata da correzione erudita.
Monaca / Sacerdote
Nell’episodio del castello di Lovere, Allorus invia un messaggero al castellano giudeo di Monno per la predicazione. I testimoni lombardi attestano monacham (una monaca); i testimoni trentini sacerdos (un sacerdote). La direzione del cambio è plausibilmente monacha → sacerdos: si tratta di un errore paleografico o di una diversa lettura dell’antigrafo. La presenza del femminile nell’archetipo è coerente con la struttura dei monasteri femminili della Valle Camonica e con la frequenza dell’invio di religiose come messaggere nelle agiografie del periodo.
429 / 1429 / 779–787–776
La datazione finale è la crux più studiata. Il testimone-base ASDBg 219 attesta CCCCXXVIIII (429). La forma 1429 attestata nelle copie di Graziadeo da Bolbeno è lapsus grafico del notaio quattrocentesco, abituato al modello 14[–] delle datazioni del proprio tempo: lo stesso copista sottolinea il millesimo, segno della consapevolezza dell’anomalia (Medolago [Anno da verificare]). La forma 429 è essa stessa molto probabilmente una corruzione paleografica: confusione D / C o omissione di tratti delle decine la rende deformazione plausibile di DCCLXXVIIII (779), DCCLXXXVII (787) o DCCLXXVI (776). Tutte e tre le date storicamente verosimili coincidono con momenti di possibile presenza di Carlo nell’Italia settentrionale. L’edizione mantiene la lezione 429 come lectio del testimone-base e registra le congetture nell’apparato.
Tappe trentine assenti / presenti
I testimoni della famiglia lombarda (ASDBg 219, MAB 20) chiudono l’itinerario a Vione. Quelli della famiglia trentina (Manoscritto e Affresco di Carisolo, e in seconda battuta i testimoni della famiglia composita) lo prolungano oltre il valico del Tonale, in Val Rendena, con tappe a Pellizzano, Carisolo e altri luoghi. L’estensione è plausibilmente innovazione dotta tarda, prodotta per legittimare le fondazioni trentine e collegarle all’autorità imperiale carolingia. Il testimone-base ASDBg 219, antecedente all’estensione, conserva la forma più breve dell’itinerario.
Convenzioni
| Sigla | Notazione | Significato |
|---|---|---|
| F1 | famiglia lombarda capitolare | testimoni di area bergamasca/camuna, ramo principale |
| F2 | famiglia trentina | testimoni con aggiunte trentine, sacerdos in luogo di monacha |
| F3 | famiglia composita tarda | testimoni cinque-secenteschi, talora con correzioni autoriali |
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integrazione congetturale | lezione restituita per congettura |
[…] |
lacuna | testo perduto per lacerazione o opacizzazione del supporto |
| ⟨!⟩ | nota filologica | richiamo alla discussione del passo |